Laboratori educativi e didattici nelle Scuole

“Art. 14 Le Parti intraprendono le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all’integrità personale, appropriati al livello cognitivo degli allievi. Le Parti intraprendono le azioni necessarie per promuovere i principi enunciati nelle strutture di istruzione non formale, nonché nei centri sportivi, culturali e di svago e nei mass media”.

L’importanza della prevenzione per affrontare in modo efficace il problema della violenza maschile contro le donne, e quindi di un approccio di tipo culturale per far fronte ad un problema che ha le sue radici nella struttura asimmetrica dei rapporti sociali e delle relazioni tra uomini e donne, è alla base dell’impegno del Cdd che da anni si è attivato progettualmente in un’ottica di prevenzione e di educazione. Per il Centro, è infatti significativo e fondamentale privilegiare l’ambito della formazione scolastica attraverso l’organizzazione di percorsi laboratoriali rivolti ai ragazzi e alle ragazze adolescenti.

In cinque anni di attività (1998-2002) il Cdd ha lavorato nelle scuole superiori sul tema delle differenze e della relazione fra i generi, per rendere gli e le adolescenti maggiormente consapevoli rispetto alla costruzione della loro identità, riuscendo a coinvolgere circa settecento fra ragazzi e ragazze, e oltre ad una trentina di insegnanti. Filo conduttore di tali esperienze è stata l’attenzione data alla dimensione di genere nei processi di costruzione delle dinamiche relazionali, nella consapevolezza di promuovere percorsi di individuazione delle specificità maschili e femminili, proprie e altrui.
Nello specifico, la serie di incontri laboratoriali rivolti a classi con un target di età dai 14 ai 17 anni, prevedeva la conduzione da parte di una coppia di operatori maschio/femmina, e verteva su temi quali: Corpo; Identità; Famiglia; Relazioni; Emozioni; Sessualità. Gli obiettivi specifici erano focalizzati sull’offerta di un’occasione per esprimere il proprio vissuto, promuovere il confronto e la discussione, sviluppare la capacità di dialogo e lo spirito critico, aumentare la conoscenza e la consapevolezza della propria identità di genere in riferimento ai modelli socio-culturali dominanti e alle possibili alternative. Il progetto ha inoltre visto la partecipazione della filosofa, psicoanalista e linguista belga Luce Irigaray che nel dicembre 1999 è intervenuta al convegno modenese sul tema della differenza di genere.

- Da queste esperienze nel 2004 è stato pubblicato il libro “Differenza in relazione. Proposte educative per la scuola” che ne sintetizza i risultati cercando di individuare linee di lavoro per la scuola, con l’obiettivo di favorire un percorso di crescita e sviluppo di un’identità consapevole attraverso il confronto tra maschi e femmine.

Nel 2005 è stato realizzato un Dvd “La Camera ingombra. Tracce e percorsi di un amore possibile” che si propone come strumento rivolto ai giovani, fra i 17 e i 25 anni, per l’educazione alla relazione attraverso il confronto auto-formativo di genere, come sollecitazione e sostegno all’avvio di percorsi di consapevolezza. Si tratta di uno strumento multimediale interattivo che sia avvale di diversi linguaggi a impatto emotivo – filmati, slides shows, testimonianze, musiche -: il filo conduttore fa riferimento alla complessità della dimensione amorosa e di relazione, l’utente può scegliere all’inizio della navigazione il punto di vista di genere con cui si vuole confrontare, raffrontandosi con più di 1800 testimonianze, bibliografie, e domande guida per affrontare i temi della relazione fra i generi, degli stereotipi e dell’intercultura.

- Nell’anno scolastico 2009-2010 grazie al progetto Europeo Daphne “Perspective” Il progetto, in collaborazione con il Comune di Modena, aveva come obiettivo una campagna di informazione e sensibilizzazione per la prevenzione della violenza di genere nelle scuole medie superiori. Il Cdd si è occupato della progettazione metodologica a livello europeo, proponendo un modello di intervento basato sull’educazione fra pari (“peer education”) che è stato condiviso e applicato a Roma e nelle altre realtà europee coinvolte: Atene, Cipro, Alicante, Chemnitz. Il percorso laboratoriale in tre Istituti superiori di Modena ha coinvolto più di 150 studenti e studentesse: a conclusione l’attività è proseguita con il lancio di una campagna di comunicazione integrata – spot radio, spot tv e manifesti, gadget – presentata alla città e un convegno europeo. Dato il valore di scambio transnazionale, l’Assessorato Pari opportunità e l’ufficio Progetto Europa del Comune di Modena, hanno deciso di rifinanziare il proseguimento del progetto anche per l’anno seguente.

- Sullo stesso filone si inserisce il progetto Log-in (Laboratories On gender violence In New media), del 2012, approvato dalla Commissione Europea e sostenuto da un’ampia partnership: Comune di Modena (soggetto capofila), Mediterranean Institute of Gender Studies – CY, Women’s issues information centre – LT, Asociatia pentru Libertate si Egalitate de Gen – RO, Cap-Sciences humaines – BE. La fase di progettazione è stata condivisa con il Comune di Modena – Progetto Europa e Assessorato Pari opportunità – per cui il Cdd ha potuto proporre ed elaborare i contenuti sin dalle fase di ideazione. L’obiettivo generale del progetto, avviato ufficialmente a gennaio 2013 è quello di prevenire e combattere la violenza di genere attraverso la promozione di comportamenti responsabili nell’uso che gli adolescenti fanno dei social network e dei new media, rendendoli consapevoli del ruolo che le nuove tecnologie possono avere nel favorire e amplificare la diffusione degli stereotipi di genere.

Sempre l’anno 2012 ha visto la realizzazione di un innovativo progetto “Bimbo bullo-Bimba bella. Il valore dell’identità personale e gli stereotipi nelle differenze di genere”, in collaborazione con l’Assessorato Pari Opportunità del Comune di Savignano con i laboratori di formazione e mediazione dialogica rivolti alle scuole elementari che hanno avuto come obiettivo generale quello di favorire un percorso di crescita tra i bambini e le bambine nel rispetto delle differenze culturali e di genere. Il progetto ha previsto due tappe fondamentali: un breve percorso formativo per le/gli insegnanti, coinvolgendo circa 60 docenti, volto a favorire un approccio educativo in grado di decostruire gli stereotipi dominanti presenti spesso nei libri di testo; una serie di laboratori proposti a tutte le classi quarte delle scuole primarie.

- Nel corso del 2010 ha preso avvio il progetto Mediare le differenze di genere e culturali tra i preadolescenti: azioni volte allo sviluppo di reti tra giovani , finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, in collaborazione con Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Fondazione San Filippo Neri, Comune di Modena – Circoscrizione 2. Il progetto ha previsto la realizzazione di laboratori, realizzati nell’anno scolastico 2010-2011, all’interno di due scuole medie inferiori (Marconi e Ferraris) del territorio (coinvolgendo circa un centinaio di ragazze e ragazzi) con l’obiettivo di stimolare una discussione e un dialogo tra i pre-adolescenti sul tema delle differenze di genere e culturali. E’ stato poi possibile proseguire questa programmazione partecipando al successivo “GENDER-AZIONI E CULTURE: IDENTITÀ IN GIOCO. Azioni di socializzazione per giovani sul tema delle diversità culturali e di genere” rivolto alle classi del triennio degli istituti superiori modenesi (ITC Barozzi e ITIS Corni). Il progetto intende realizzare iniziative di aiuto, aggregazione e socializzazione per giovani che favoriscano l’incontro e il confronto tra le diverse culture. La finalità principale è quella di promuovere una partecipazione attiva degli adolescenti alla riflessione su stereotipi o problemi nella comunicazione e alla creazione di relazioni sia interpersonali che interculturali positive.